«Erano le otto di sera a Roma. Vagavo lungo via Labicana alla ricerca di niente. C’erano quaranta gradi all’ombra e l’umidità si era posizionata sulla grave cifra del 94 per cento, ma non era il caldo il mio problema. Perché a settantasette anni compiuti appena due ore prima, il problema era che avevo scoperto, per tratti precisi e inequivocabili, il significato della parola avvilimento. Ero solo, ma la solitudine non è mai stata il mio problema. Ero vecchio, ma la vecchiaia non è mai stata il mio problema. Ero solo lacerato dall’assenza. Lo devo dire. L’ assenza dell’amore. Come un sedicenne. Ma senza l’autocompiaciuta, vittimistica potenza tipica del sedicenne in deficit d’amore. Quella risorsa lì, memorabile, vorace, potentissima, non appartiene agli uomini adulti. Negli ultimi, l’assenza d’amore perde i suoi connotati onirici e romantici e si fa concreta, realistica, oggettiva. Dunque, insopportabile. Il romanticismo alligna ancora da qualche parte, ma tende a farsi ricordo, e la consapevolezza della propria pochezza t’impedisce di sperare di ritrovare il romanticismo nel domani. Non è l’età avanzata che limita il sogno, ma la propria pochezza…» ?️ Paolo Sorrentino ? Tony Pagoda e i suoi amici