
QUESTO VIAGGIO CHIAMAVAMO AMORE
«Questo viaggio chiamavamo amore Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose Che brillavano un momento al sole del mattino Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi Le rose che non erano le nostre rose Le mie rose le sue rose» ✍🏻 Dino Campana 📖 Canti Orfici 🕰️ 1914 I versi di cui sopra furono dedicati all’amata Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio e sono contenuti nell’opera più importante e rappresentativa di Dino Campana: I “Canti Orfici”, una raccolta di poesie e prose liriche pubblicata nel 1914. Si tratta di un prosimetro, cioè di un’opera letteraria caratterizzata dall’alternanza di versi e prosa. La genesi dell’opera è legata ad una vicenda davvero incredibile. Nel 1913 Campana consegnò il manoscritto della sua opera, che originariamente si intitolava “Il più lungo giorno”, agli editori Papini e Soffici sperando in una loro pubblicazione. I due però, non solo non pubblicarono l’opera ma persero addirittura il manoscritto originale. Allora Campana si mise a ricostruire e a riscrivere l’intero libro a memoria. Non possedeva copie dato che aveva consegnato agli editori il manoscritto originale nonché l’unica copia. Nel 1914 lo pubblicò a proprie spese. Negli anni ’70 il manoscritto originale perduto venne ritrovato tra le carte personali di Ardengo Soffici. Tale fatto permise agli studiosi di confrontare la versione perduta con quella riscritta a posteriori dallo scrittore, constatando la straordinaria memoria di Campana.






























