«Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta.» (Anonimo) In rete, la frase di cui sopra, si trova spesso attribuita a Baruch Spinoza. Si tratta di una falsa attribuzione. La frase in questione, infatti, non trova alcun riscontro testuale né nell’Etica (scritta in latino), né nel Trattato teologico-politico, né nell’Epistolario di Spinoza. L’espressione metaforica marinaresca “cambiare rotta” è un’invenzione linguistica del tutto moderna e incompatibile con la prosa geometrica e rigorosa del filosofo del XVII secolo. L’aforisma è nato come parafrasi ultra-semplificata di una tesi autentica di Spinoza riguardante le passioni tristi. Nell’Etica (Parte IV, Proposizione 54), Spinoza analizza il pentimento (poenitentia) e la commozione (il piangere su di sé), definendoli stati d’animo non razionali e inutili. Secondo Spinoza, l’uomo saggio non deve sprecare energia vitale nel rimpianto del passato, ma deve agire nel presente secondo ragione (conatus), aumentando la propria potenza di agire. Da questa idea di “superare il pianto e agire” la cultura del web ha ricavato lo slogan motivazionale sul “cambiare rotta”.