Frasi sulla società

Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi

«Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’iper-eccitazione.» ✍🏻 Fernando Pessoa 📖 Il libro dell’inquietudine 📷 Nik Leksikov 📍 Vienna, Austria

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Nel mondo attuale per libertà s’intende

«Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù.» ✍🏻 Fëdor Dostoevskij 📃 La risoluzione russa del problema 📖 Diario di uno scrittore 🕰️ Giugno 1876 In questo passaggio, l’autore critica la concezione occidentale e moderna di libertà, contrapponendo la “licenza” (intesa come soddisfacimento dei desideri materiali e individualismo, in altre parole cioè fare tutto quello che si vuole senza limiti) alla vera libertà (che consiste invece nella padronanza di sé e nel sacrificio per gli altri.) Dostoevskij sostiene che chi insegue ogni desiderio diventa schiavo dei propri bisogni e del consumo. La libertà senza disciplina, infatti, porta al caos e quest’ultimo porta alla dipendenza e quindi alla “schiavitù”.

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Bisogna evitare la folla

«Mi chiedi che cosa secondo me dovresti soprattutto evitare? La folla. Non puoi ancora affidarti a essa senza pericolo. Quanto a me, ti confesserò la mia debolezza: quando rientro non sono mai lo stesso di prima; l’ordine interiore che mi ero dato, in parte si scompone. Qualche difetto che avevo eliminato, ritorna. Quello che capita agli ammalati, che una prolungata infermità li indebolisce al punto di non poter uscire senza subire danno, succede anche a noi, il cui animo si è appena ripreso da una lunga malattia. I rapporti con una grande quantità di persone sono deleteri: c’è sempre qualcuno che ci suggerisce un vizio o ce lo trasmette o ce lo attacca senza che ce ne accorgiamo. E tanto più è la gente con cui ci mescoliamo, tanto maggiore è il pericolo. Ma non c’è niente di più dannoso alla morale che l’assistere oziosamente a qualche spettacolo: allora, infatti, i vizi si insinuano più facilmente attraverso il piacere. Capisci che cosa voglio dire? Ritorno a casa più avido, più ambizioso, più dissoluto, anzi addirittura più crudele e disumano, poiché sono stato in mezzo agli uomini. […] Bisogna sottrarre alla folla un animo debole e poco saldo nel bene: è molto facile subire l’influsso della maggioranza. Frequentare una massa di gente diversa avrebbe potuto far cambiare i costumi persino a un Socrate, a un Catone, a un Lelio; perciò nessuno di noi, soprattutto quando il nostro carattere è in formazione, potrebbe resistere alla pressione di tanti vizi tutti insieme. Un unico esempio di sfrenatezza o di avidità produce gravi danni: un commensale voluttuoso a poco a poco ti snerva e ti infiacchisce, un vicino ricco scatena la tua avidità, un compagno di indole malvagia contamina con i suoi vizi anche chi è semplice e puro: che cosa pensi che accada alle nostre convinzioni morali quando vengono attaccate in massa dai vizi? Due sono i casi: o li imiti o li odi. E, invece, devi evitare entrambi gli estremi: non devi assimilarti ai malvagi, perché sono molti, né essere nemico di molti perché sono dissimili da te. Ritirati in te stesso più che puoi; frequenta le persone che possono renderti migliore e accogli quelli che puoi rendere migliori. Il vantaggio è reciproco perché mentre s’insegna si impara. […] Questi pensieri, Lucilio mio, sono da imprimere nell’animo, per disprezzare il piacere che deriva dall’approvazione della moltitudine. Molti ti lodano; ma perché dovresti rallegrarti se sono in tanti a capirti? I tuoi meriti ricerchino l’approvazione della tua coscienza. Stammi bene.» 🖋️ Lucio Anneo Seneca 📖 Lettere morali a Lucilio (Lettera VII) 🖌️ D’Lavigne

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Papà mi raccontava

Papà mi raccontava che quando, verso la fine del secolo, fu inventato il telefono, un tecnico dell’azienda di Stato venne a spiegarne il funzionamento a mio nonno, il cavaliere Giuseppe De Crescenzo, artista pittore. «Don Peppi,» gli disse il tecnico vedendolo alquanto sospettoso «il telefono non è altro che una cassetta di legno che sta attaccata al muro. A un certo momento la cassetta si mette a suonare e voi andate a rispondere…» «Come, come?» lo interruppe mio nonno. «Lei suona e io vado a rispondere!» Mio nonno nella sua illuminata ignoranza aveva subito individuato il difetto principale del progresso: quello di non saper chiedere permesso. Il progresso entra e obbliga tutti gli altri a rispondere. Cosa direbbe oggi Socrate? «O Luciano,» mi direbbe «mi compiaccio con i tuoi contemporanei per le belle invenzioni che hanno realizzato, ma ho paura che l’abitudine a possederle creerà in loro, in breve tempo, una tale dipendenza che alla fine diventeranno schiavi delle loro stesse invenzioni.» ✍🏻 Luciano De Crescenzo 📖 Accadde domani

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Jan domandava con amarezza

«Jan domandava con amarezza: che cosa spinge l’uomo a distruggere i suoi simili? E io pensavo: gli uomini. Ma subito mi correggevo: no, ricordati che anche tu sei un uomo. Quel marciume che c’è negli altri, c’è anche in noi stessi. E non vedo davvero altra soluzione che questa: raccoglierci in noi stessi e strappare via il marciume che troviamo dentro di noi. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi.» ✍🏻 Etty Hillesum 📖 Diario (1941-1943) 🕰️ Annotazione del 3 luglio 1942 (Dialogo con Jan sul tram)

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Secondo me non siamo diventati ciechi

«Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono.» ✍🏻 José Saramago 📖 Cecità Nel suo capolavoro Saramago racconta la degenerazione di una società divenuta bestiale e feroce, imbruttita dalla violenza, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità. Ne deriva un romanzo di valenza universale basato sull’indifferenza e l’egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti. In altre parole, tale frase sottolinea una delle più forti denunce alla società contemporanea: una società, come quella attuale, che ha occhi ma non vede, che assiste alle ingiustizie senza reagire, che dimentica le proprie responsabilità.

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Colui che non prova rabbia

«Colui che non prova rabbia quando vi è una giusta causa per provarla è immorale. Perché? Perché la rabbia guarda al bene della giustizia. E se riesci a vivere in mezzo all’ ingiustizia senza provare rabbia sei immorale, oltre che ingiusto tu stesso.» ✍🏻 Tommaso d’ Aquino 📖 Quaestio disputata de malo Nella Quaestio disputata de malo, Tommaso d’Aquino dedica una sezione all’ira, considerandola una passione che, sebbene possa essere peccaminosa, può anche essere giustificata moralmente se orientata verso un giusto fine, come la difesa della giustizia e del bene comune. In questo contesto, l’ira non è intrinsecamente negativa, ma diventa moralmente accettabile quando è diretta verso un bene legittimo e moderata dalla ragione. In conclusione, sebbene l’ira sia una passione, se orientata verso un giusto fine e moderata dalla ragione, può essere moralmente accettabile.

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Anche in una società più decente di questa

«Anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone. […] Io credo nelle persone. Però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza.» 🗣️ Nanni Moretti 🎬 Caro Diario 📍 Roma, Italia 📆 1993

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Piove sabbia

Piove sabbia sui nostri cuori deserti. 🖋️ Lorenzo Callari 📃 In città 📷 Lorenzo Callari 📍 Chiesa di Santa Gemma Galgani, Quartiere Monte Sacro – Tufello, Roma

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L’ adorazione dell’ antico vitello d’oro

«L’ adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano.» ✍🏻 Papa Francesco 📖 Evangelii gaudium (pag. 47) 🖌️ Henri Matisse 🖼️ La donna senza volto (1949)

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Non ci fidiamo più

«Non ci fidiamo più l’uno dell’altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è diventato organico nei rapporti con il prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi, dietro i cancelli dei nostri recinti.» ✍🏻 Don Tonino Bello 📷 Helena Georgiou

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La traccia divina

«Oh, è difficile trovare la traccia divina in mezzo alla vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! Come potrei non essere un lupo della steppa, un sordido anacoreta in un mondo del quale non condivido alcuna mèta, delle cui gioie non vi è alcuna che mi arrida? Non resisto a lungo né in un teatro né in un cinema, non riesco quasi a leggere il giornale, leggo raramente un libro moderno, non capisco quale piacere vadano a cercare gli uomini nelle ferrovie affollate e negli alberghi, nei caffè zeppi dove si suonano musiche asfissianti e invadenti, nei bar e nei teatri di varietà delle eleganti città di lusso, nelle esposizioni mondiali, alle conferenze pei desiderosi di cultura, nei grandi campi sportivi: non posso condividere, non posso comprendere queste gioie che potrei avere a portata di mano e che mille altri si sforzano di raggiungere. Ciò che invece mi accade nelle rare ore di gioia, ciò che per me è delizia, estasi ed elevazione, il mondo lo conosce e cerca e ama tutt’al più nella poesia: nella vita gli sembrano pazzie. Infatti se il mondo ha ragione, se hanno ragione le musiche nei caffè, i divertimenti in massa, la gente americana che si contenta di così poco, vuol dire che ho torto io, che sono io il pazzo, il vero lupo della steppa, come mi chiamai più volte, l’animale sperduto in un mondo a lui estraneo e incomprensibile, che non trova più la patria, l’aria, il nutrimento.» ✍🏻 Hermann Hesse 📖 Il lupo della steppa

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Noi sfidiamo

«Noi sfidiamo la vostra capacità di farci soffrire con la nostra capacità di sopportare le sofferenze. Metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora. Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli, e noi vi ameremo ancora. Mandate i vostri sicari incappucciati nelle nostre case nell’ora di mezzanotte, batteteci e lasciateci mezzi morti, e noi vi ameremo ancora. Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi. Ma siate sicuri che vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire. Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi: faremo talmente appello alla vostra coscienza e al vostro cuore che alla fine conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà piena. L’amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo.» 🖋️ Martin Luther King Jr. 📖 La forza di amare

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Ho incontrato un bambino cieco

«Ho incontrato un bambino cieco. Mi ha chiesto com’era il sole e gliel’ho descritto. Mi ha chiesto com’era il mare e gliel’ho descritto. Mi ha chiesto com’era il mondo e, piangendo, gliel’ho inventato.» (Jim Morrison)

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Per essere liberi bisogna avere tempo

«Lottiamo per essere liberi e non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano. Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via… Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita. E allora non ha più tempo per le cose elementari, che sono molto poche e sono quelle di sempre, le uniche: le relazioni fra genitori e figli, l’amore, gli amici… Per tutto questo c’è bisogno di tempo!» 🗣️ José “Pepe” Mujica 🎤 Intervista a José Mujica

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Se tu hai un panino e io un euro

«Se tu hai un panino e io un euro, e uso il mio euro per comprare il tuo panino, alla fine dello scambio io avrò il panino e tu l’euro. Sembra un equilibrio perfetto, no? A ha un euro, B ha un panino, poi A ha il panino e B l’euro. È una transazione equa, ma puramente materiale. Ora immagina di avere un sonetto di Verlaine o di conoscere il teorema di Pitagora, e io non ho niente. Se mi insegnerai, alla fine di questo scambio, avrò imparato il sonetto e il teorema, ma li avrai ancora anche tu. In questo caso non c’è solo equilibrio, ma crescita. Nel primo scambio c’è scambio di merce. Nel secondo, condividiamo la conoscenza. E mentre la merce si consuma, la cultura si espande senza fine.» (Michel Serres)

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Noi non possiamo

«Noi non possiamo, in tutta coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste e tener fede a un sistema ingiusto, perché la non collaborazione con il male è un obbligo morale non meno della cooperazione con il bene.»    Martin Luther King Jr.   La forza di amare

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Si va in montagna per essere liberi

«Si va in montagna per essere liberi, per scuotersi dalle spalle tutte le catene che la convivenza sociale impone, per non inciampare ogni due passi in imposizioni e proibizioni. Si va in montagna anche per sottrarsi a norme ammuffite, per sbizzarrirsi una buona volta e immagazzinare nuove energie».     Tita Piaz     Baita Valon, Trentino – Alto Adige, Italia

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Il linguaggio del cuore

«Il linguaggio del cuore è una cosa che pochi uomini di città coltivano, perché non si fanno guidare dai sentimenti. In compenso, usano molto il linguaggio della testa e perciò sono freddi. L’uomo di città è sempre desideroso di apprendere cose nuove, riempiendosi la testa con molte nozioni che girano a vuoto nella sua mente. Queste lo fanno gonfiare di vanità e orgoglio perché è convinto di sapere tutto. In realtà non sa niente. Il suo cervello è un nido aggrovigliato di pensieri misti a paure e in questo modo la testa si scalda e il corpo si squilibra. Non solo, a forza di ascoltare il cervello dimentica il cuore, lo zittisce e alla fine il suo cuore diventa muto. E non è solo questa parte del corpo a soffrire ma l’intero organismo. L’uomo di città rinnega la sua alleanza con la Terra, così anche sé stesso.». ?️ Hernán Huarache Mamani ? Negli occhi dello Sciamano

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Il sacro non si può comprare

«Il sacro non si può comprare. Se non lasci la zavorra, in queste zone non entri. Più in alto vai, più la materia si fa leggera, più hai la percezione di mondi delicati e sottili. Devi lasciare fuori le grossolanità e un certo genere di pensieri. Alcune sensazioni, un litigio, una guerra, ti contaminano e i tuoi sentimenti sono tirati giù, verso il basso. Invidie e gelosie sono mondi che se non si riescono a eliminare, almeno si devono cercare di controllare. Paul Valéry ha scritto una pagina di indimenticabile bellezza sulla competizione tra gli uomini, il competitivo ha bisogno dell’altro, da solo non è nessuno. […] Oggi manca a sempre più gente il contatto diretto con la natura, l’uomo lontano dalla natura s’imbarbarisce e si convince di poter essere senza pudore il delinquente che in potenza è. E quando ostenta la sua distanza dal creato dà libero sfogo al peggio di sé. C’è molto cammino personale da compiere quaggiù per arrivare alla propria meta, soprattutto per noi occidentali, sempre più immersi nel rumore e nella confusione. Credo di essere un po’ monotematico: tutto si riduce sempre alla stessa questione, non riesco ad allontanarmi dal concetto di evoluzione, per cui una bella persona è una persona evoluta. L’ apice di un’evoluzione porta necessariamente con sé la bellezza. Quando vedi una persona entrare in una stanza, ti accorgi immediatamente del mondo che porta in giro. Ho sempre pensato, da quando ho cominciato ad avere coscienza di me stesso, che l’evoluzione passi attraverso il cambiamento di sé. Si parte dall’analisi e dall’accettazione (o meno) di certi aspetti del carattere. Se uno crede che alcune cose non vadano bene e lo fanno star male, bisogna cambiare.» 🗣️ Franco Battiato ✍🏻 Francesco Mazzarini Fonte: https://www.artediessere.net/franco-battiato-la-musica-che-fa-ballare-gli-alberi-di-francesco-mazzarini/

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Mi dicono che

«Mi dicono che sono sporco, pazzo, irresponsabile e analfabeta. Solo perché non seguo la massa degli obbedienti, non ascolto i proclami del potere, non mi drogo con la televisione, non mi faccio prendere per il culo dai politici e tanto meno dai giornalisti. Mi dicono che non valgo nulla, come se il valore fosse dettato dall’obbedienza, dal silenzio della violenza, dal mettersi in ginocchio davanti ai governanti, dal copiare gli altri artisti, dal seguire le loro leggi. E allora io rispondo: Se questo è il vostro valore, allora io sono ben lieto di non valere nulla, di essere un semplice pazzo analfabeta senza valore.» 🗣️ Antonio Ligabue 🎤 Intervista ad Antonio Ligabue

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Uno è tanto più felice quanto più dona

«Ho passato una grossa parte della vita a mettere il lavoro al primo posto, sacrificando studi, amicizie e famiglia. Quando ho fatto il mutuo per la casa, mi sono chiesto: “Ma dove vado con questa abnegazione da giapponese?”. Da lì, ho rovesciato la mia visione delle cose. Ho pensato: una casa ce l’ho, mi chiamano sempre più spesso, posso sottrarmi alla pressa che schiaccia tutti». Quale pressa? «Il profitto. Ci sembra di fare cose inutili se queste non producono reddito. È vero il contrario: quel che ci dà soddisfazione non produce profitto, e quel che produce profitto non ci dà soddisfazione. L’esperienza ci insegna che uno è tanto più felice quanto più dona, e non quanto più accumula, anche perché l’appagamento viene spostato sempre uno status symbol più in là. Fare le pulizie, cucinare per i figli, aiutare chi è in difficoltà ti riempie molto di più che fregare qualcuno.». ?️ Elio Germano ? Intervista di Alessandro Penna ad Elio Germano ?️ 26 Novembre 2023 ?️ Intervista contenuta nella rivista “OGGI”

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Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un altro uomo

«Non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un altro uomo. La vera nobiltà sta nell’essere superiore alla persona che eravamo fino a ieri». ?️ Proverbio indù* ? In foto Amma mentre abbraccia un uomo *Alcune fonti attribuiscono la paternità della frase sopra menzionata allo psicologo statunitense William Herbert Sheldon

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Sono tempi cattivi

«”Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi: come siamo noi, così sono i tempi.» ✍🏻 Agostino di Ippona 📖 Discorsi (80,8) 🖌️ Vittore Carpaccio 🖼️ Sant’Agostino nello studio 📆 1502 Nos sumus tempora: quales sumus, talia sunt tempora! Continuamente affermiamo che tutto attorno a noi peggiora di anno in anno, che le cose precipitano in un decadimento senza fine. Che possiamo fare? Questi sono i tempi!, si dice. È vecchio questo piagnisteo: forse persino il primo uomo diceva che prima si stava meglio, che prima i tempi erano migliori. Il mondo è malvagio, ok… Ma che cos’è in fondo il mondo malvagio? Infatti non è cattivo il cielo, il sole, la terra, le acque e le cose in essi presenti come pesci, uccelli e alberi. Tutte queste cose sono buone: sono gli uomini che ogni giorno scelgono di essere cattivi e rendono malvagio il mondo. Scegliamo di essere buoni!

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Coloro che cercano la ricchezza

«Coloro che cercano la ricchezza soltanto per se stessi sono destinati a diventare poveri o a soffrire di disarmonie mentali; ma coloro che considerano il mondo intero come la propria famiglia e prendono veramente a cuore il benessere di una collettività o del mondo, e si dedicano seriamente ad aiutare il prossimo, ottengono la prosperità personale che appartiene loro di diritto. Questa è una legge infallibile e segreta.» ✍🏻 Paramahansa Yogananda 📖 Dove splende la luce

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