
Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti
«Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.» (Zdeněk Zeman)

«Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti. Penso di aver dato qualcosa di più e di diverso alla gente.» (Zdeněk Zeman)

«Mi dicono che sono sporco, pazzo, irresponsabile e analfabeta. Solo perché non seguo la massa degli obbedienti, non ascolto i proclami del potere, non mi drogo con la televisione, non mi faccio prendere per il culo dai politici e tanto meno dai giornalisti. Mi dicono che non valgo nulla, come se il valore fosse dettato dall’obbedienza, dal silenzio della violenza, dal mettersi in ginocchio davanti ai governanti, dal copiare gli altri artisti, dal seguire le loro leggi. E allora io rispondo: Se questo è il vostro valore, allora io sono ben lieto di non valere nulla, di essere un semplice pazzo analfabeta senza valore.» 🗣️ Antonio Ligabue 🎤 Intervista ad Antonio Ligabue

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.” (Autore Sconosciuto) La frase di cui sopra circola molto online e viene quasi sempre con certezza attribuita ad Albert Einstein. Tuttavia non è così. Al celebre fisico è attribuibile per certo invece la seguente frase sul plutonio: (“It is easier to denature plutonium than to denature the evil spirit of man“). Tale dichiarazione venne rilasciata ufficialmente da Einstein al The New York Times il 23 giugno 1946 nell’ambito del suo impegno con l’Emergency Committee of Atomic Scientists. Sebbene questa frase sia autentica, essa parla di “spirito malvagio dell’uomo” e di “plutonio”, non di atomi e pregiudizi. L’espressione inglese (“It is harder to crack a prejudice than an atom“) non compare invece in nessuna lettera, diario, discorso o articolo scientifico/politico raccolto nei monumentali “The Collected Papers of Albert Einstein” curati dall’Università di Princeton e dagli Albert Einstein Archives di Gerusalemme. Il libro definitivo sulle sue citazioni, The Ultimate Quotable Einstein (edito da Alice Calaprice proprio per la Princeton University Press), classifica ufficialmente questo aforisma nella sezione delle attribuzioni false e spurie. Negli anni ’50, dopo l’avvento della bomba atomica, i giornali e la saggistica iniziarono a usare espressioni che mettevano a confronto la neonata fisica nucleare con i vecchi difetti della società. Il “pregiudizio” e l’”atomo” diventarono un binomio retorico frequentissimo. Poiché Einstein era lo scienziato atomico per antonomasia e un noto attivista per i diritti civili, il pubblico e i giornalisti iniziarono ad attribuire a lui questa massima per darle maggiore autorevolezza. In conclusione, si può accertare che la frase riportata all’inizio sia apocrifa.