
C’erano cose che volevo dirgli
«C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.» ✍🏻 Jonathan Safran Foer 📖 Molto forte, incredibilmente vicino 📷 Andrea Modica

«C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.» ✍🏻 Jonathan Safran Foer 📖 Molto forte, incredibilmente vicino 📷 Andrea Modica

«La prima arma, la più crudele è la lingua. Possiamo ferire realmente una persona, la possiamo uccidere anche solo con la lingua. Usiamo la parola “pungente” ma è un eufemismo: si tratta di ferite reali e profonde. Si provocano grandi dolori nei cuori.» (Madre Teresa di Calcutta)

Piove sabbia sui nostri cuori deserti. 🖋️ Lorenzo Callari 📃 In città 📷 Lorenzo Callari 📍 Chiesa di Santa Gemma Galgani, Quartiere Monte Sacro – Tufello, Roma

«Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore, uniche coloro che li usano entrambi.» (Rita Levi Montalcini) Per approfondire la vita di Rita Levi Montalcini è disponibile la sua autobiografia Elogio dell’imperfezione

No, non tornare, avrei crudo sgomento e mi toglieresti a questi dolci sogni o forse troveresti che disfatta è la mia carne e la mia croce viva, non tornare a vedermi, sono in pace con le sfere assolute dell’amore e mi giaccio scoperta e solitaria come una rosa sfatta nel sereno. ✍🏻 Alda Merini 📃 No, non tornare 📖 Destinati a morire 🕰️ 1980 Se desiderate approfondire la lettura delle opere della poetessa dei Navigli è disponibile la ricca antologia Il suono dell’ombra che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa.

Non piangere per me sappi che muoio non puoi aiutarmi Ma guarda quel fiore quello che appassisce, ti dico Annaffialo ✍🏻 Alekos Panagulis 📃 Annaffialo 🕰️ Settembre 1971 Alekos Panagulis, fu uno simbolo della resistenza greca contro il regime dei colonnelli. Attivista politico e partigiano, fondò e fu leader di Resistenza greca. Venne incarcerato e condannato a morte dopo un attentato fallito contro il dittatore Papadopulos nell’agosto del ’68. Dopo la sospensione della condanna a morte trascorse cinque anni in carcere dove subì atroci torture, tornato in libertà in seguito a un’amnistia si occupò di documentare i rapporti fra il governo della nuova Grecia democratica e il passato regime; morì in un incidente d’auto appena due giorni prima della presentazione dei documenti in parlamento. Famoso anche per essere stato il grande amore della celebre scrittrice Oriana Fallaci, la sua storia è magistralmente raccontata nel libro “Un uomo” di quest’ultima, che gli fu compagna negli ultimi anni della sua vita. Negli anni di prigionia scrisse molte poesie che furono pubblicate nelle raccolte “Altri seguiranno” (1972) e “Vi scrivo da un carcere in Grecia” (1974)

«Lo so, sono la donna più discontinua che sia venuta al mondo. Tutto cambia dentro di me da un’ora all’altra, da un attimo all’altro: perché seguo sempre spontaneamente il mio istinto e il mio cuore. Io non mi curo mai di quello che sembro, di come gli altri mi vedono. Sono così, come la mia vita, le mie speranze, le mie delusioni, le mie gioie e le mie infelicità mi hanno fatta. Lo sono senza riserve e senza ipocrisie.» (Anna Magnani) Questa dichiarazione, ripresa nel tempo dalle più importanti biografie a lei dedicate e custodita nei registri dell’ Archivio Ufficiale Anna Magnani, rappresenta il fulcro dell’antidivismo di “Nannarella”. Mentre il mondo del cinema dell’epoca imponeva alle attrici di costruirsi un personaggio pubblico impeccabile, calcolato e artificiale, la Magnani rivendicava il diritto alla discontinuità emotiva e all’incoerenza dell’anima. In breve, un rifiuto radicale di qualsiasi maschera borghese a favore di una verità identitaria pagata a caro prezzo.

«Il pellegrinaggio più lungo non è quello verso Santiago de Compostela, ma quello che va dall’uscio di casa nostra verso quello di fronte» ✍🏻 Don Tonino Bello 📷 Luca Restifo 📍 Cammino di Santiago

«Erano le otto di sera a Roma. Vagavo lungo via Labicana alla ricerca di niente. C’erano quaranta gradi all’ombra e l’umidità si era posizionata sulla grave cifra del 94 per cento, ma non era il caldo il mio problema. Perché a settantasette anni compiuti appena due ore prima, il problema era che avevo scoperto, per tratti precisi e inequivocabili, il significato della parola avvilimento. Ero solo, ma la solitudine non è mai stata il mio problema. Ero vecchio, ma la vecchiaia non è mai stata il mio problema. Ero solo lacerato dall’assenza. Lo devo dire. L’ assenza dell’amore. Come un sedicenne. Ma senza l’autocompiaciuta, vittimistica potenza tipica del sedicenne in deficit d’amore. Quella risorsa lì, memorabile, vorace, potentissima, non appartiene agli uomini adulti. Negli ultimi, l’assenza d’amore perde i suoi connotati onirici e romantici e si fa concreta, realistica, oggettiva. Dunque, insopportabile. Il romanticismo alligna ancora da qualche parte, ma tende a farsi ricordo, e la consapevolezza della propria pochezza t’impedisce di sperare di ritrovare il romanticismo nel domani. Non è l’età avanzata che limita il sogno, ma la propria pochezza…» ?️ Paolo Sorrentino ? Tony Pagoda e i suoi amici

“Non sono più quella di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri.” (Autore Sconosciuto)

«Mi piace chi sceglie con cura le parole da non dire» 🖋️ Autore Sconosciuto 🖼️ 28 Weeks (olio su tela) 🖌️ Aldo Balding

«Per esprimere quello che io sento ci voglion versi e non prosa». Giacomo Leopardi Lettera a Pietro Giordani Allo scrittore piacentino, che gli aveva raccomandato di esercitarsi nella prosa prima di cimentarsi con la poesia, Leopardi rispose con tali parole il 30 Aprile 1817.

«Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai». Giorgio Caproni – Biglietto lasciato prima di non andar via Se vi piacciono le poesie di Giorgio Caproni è disponibile un volume che ne raccoglie l’intera produzione letteraria al seguente link Tutte le poesie

«Ricordatevi che quando comparirete davanti a Dio, chi vi farà le raccomandazioni non saranno né i senatori né i pezzi grossi, ma i poveri della stazione.» (Don Tonino Bello)

“Soffro quindi scrivo” Luca Restifo Riva degli Schiavoni, Venezia gimanto76