Frasi sul desiderio

Nel mondo attuale per libertà s’intende

«Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù.» ✍🏻 Fëdor Dostoevskij 📃 La risoluzione russa del problema 📖 Diario di uno scrittore 🕰️ Giugno 1876 In questo passaggio, l’autore critica la concezione occidentale e moderna di libertà, contrapponendo la “licenza” (intesa come soddisfacimento dei desideri materiali e individualismo, in altre parole cioè fare tutto quello che si vuole senza limiti) alla vera libertà (che consiste invece nella padronanza di sé e nel sacrificio per gli altri.) Dostoevskij sostiene che chi insegue ogni desiderio diventa schiavo dei propri bisogni e del consumo. La libertà senza disciplina, infatti, porta al caos e quest’ultimo porta alla dipendenza e quindi alla “schiavitù”.

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Non desidero altro che

«Sono stanco, non so nulla, non desidero altro che posare il viso nel tuo grembo, sentire la tua mano sul mio capo e rimanere così per tutta l’eternità.» ✍🏻 Franz Kafka 📖 Lettere a Milena

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Io ti verrò a cercare

«Io ti verrò a cercare. Lo sai che lo farò. Ma la domanda è: tu faresti lo stesso con me? È questo che devi capire. Perché un giorno la smetterò di inseguirti.» ✍🏻 Anonimo

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Si decide in fretta di essere amici

«Si decide in fretta di essere amici, ma l’amicizia è un frutto che matura lentamente.» ✍🏻 Aristotele 📖 Etica Nicomachea La frase autentica contenuta nel libro VIII è la seguente: «Il desiderio di amicizia sorge rapidamente, ma l’amicizia è lenta.»

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La mente non ha bisogno

«La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma, come legna da ardere, ha bisogno solo di una scintilla che la accenda, che vi infonda l’impulso alla ricerca e il desiderio della verità.» ✍🏻 Plutarco 📖 L’ arte di ascoltare

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Scopro con malinconia

«Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande, visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire. Signorinella, dare questo potere è dolce. Vederlo usare è malinconico. Le favole sono fatte così. Una mattina ti svegli e dici: “Era solo una favola”. Sorridi di te. Ma nel profondo non sorridi affatto. Sai bene che le favole sono l’unica verità della vita.» ✍🏻 Antoine de Saint-Exupèry 📖 Lettere a una sconosciuta

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Siamo irresistibilmente attratti

«Siamo irresistibilmente attratti da chi ci creerà i problemi che ci servono per la nostra evoluzione personale.» ✍🏻 Alejandro Jodorowsky 📖 Metaforismi e psicoproverbi 📍 Chefchaouen, Marocco

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Nulla arriva mai in tempo

«Nulla arriva mai in tempo, la vita non ci dà mai qualcosa nel momento in cui siamo preparati a riceverlo. Soffriamo a lungo a causa di questo disordine, di questi ritardi. Siamo convinti che qualcuno si prenda gioco di noi. Ma un bel giorno ci rendiamo conto che tutto era preordinato secondo un meccanismo perfetto… Due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per il loro incontro… Mature, ma non secondo le loro inclinazioni o preferenze, bensì nell’intimo, secondo i dettami di una specie di legge astronomica inoppugnabile, così come si incontrano i corpi celesti nell’immensità dello spazio e del tempo, con precisione matematica, nello stesso attimo, che è il loro attimo nella successione infinita dei secoli e delle distese spaziali.» ✍🏻 Sándor Márai 📖 L’eredità di Eszter  (Cap. 18, Pag. 119) 📷 Ulay e Marina Abramovic 📍 MoMA di New York 🕰️ 2010

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La vera filosofia

«La vera filosofia consiste nell’imparare a morire. Non intendo dire che dobbiamo preoccuparci della morte fisica, ma che dobbiamo imparare a morire alle cose terrene, alle passioni e alle illusioni, per poter vivere veramente. Solo quando siamo pronti a morire alle cose di questo mondo, possiamo vivere veramente, poiché solo allora siamo liberi dalle catene del desiderio e dell’attaccamento. La vera filosofia è quindi una pratica di morte, che ci libera dalle illusioni e ci conduce alla vera vita.» ✍🏻 Autore Sconosciuto La riflessione di cui sopra, scritta da un autore ignoto, è ispirata al Fedone di Platone. Nel Fedone (64a e 67e), Platone fa dire a Socrate che la filosofia è un “esercizio di morte” «In realtà, i veri filosofi si esercitano a morire, e il morire è per loro meno pauroso che per tutti gli altri uomini.» E ancora… «La purificazione consiste in questo […] nel separare il più possibile l’anima dal corpo e nell’abituarla a raccogliersi e a radunarsi in se stessa, fuggendo da ogni parte del corpo, e a vivere, per quanto è possibile, sia nel momento presente sia nel futuro, sola in se stessa, sciolta dal corpo come da catene.» (Traduzione ad opera di Giovanni Reale)

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Odi et amo

Odi et amo quare id faciam fortasse requiris nescio sed fieri sentio et excrucior. Odio e amo. Forse mi chiederai come sia possibile Non lo so, ma sento che ciò accade e che mi tormenta. ✍🏻 Gaio Valerio Catullo 📝 “Odi et amo” (Carme 85) 📖 Carmina 📍 Regno Unito

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Per essere liberi bisogna avere tempo

«Lottiamo per essere liberi e non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano. Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via… Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita. E allora non ha più tempo per le cose elementari, che sono molto poche e sono quelle di sempre, le uniche: le relazioni fra genitori e figli, l’amore, gli amici… Per tutto questo c’è bisogno di tempo!» 🗣️ José “Pepe” Mujica 🎤 Intervista a José Mujica

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Amami quando lo merito meno

«Amami quando lo merito meno, perché sarà quando ne avrò più bisogno.» 🖋️ Anonimo 📷 Anders Eriksson – “Walking” La frase di cui sopra viene spesso attribuita a Gaio Valerio Catullo, ma in realtà essa non compare in nessuna delle sue poesie conosciute. Si tratterebbe forse di una massima moderna ispirata al tono passionale e tormentato dei suoi versi e/o allo stile emotivo dei poeti elegiaci, ed erroneamente attribuita al celebre poeta. Nei 116 carmi che Catullo ci ha lasciato, infatti, tale frase non compare in nessuno di essi, né in forma letterale né in una traduzione fedele. Inoltre, non esiste alcun passo che riporti questo concetto con queste parole in latino. Neppure in traduzioni interpretative o commentate dei carmi di Catullo (come quelle di Cesare Segre, Luca Canali o C. Bailey) troviamo qualcosa di simile. Non è presente nemmeno in fonti critiche accademiche (come il Thesaurus Linguae Latinae o il Perseus Digital Library).

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ANNAFFIALO

Non piangere per me sappi che muoio non puoi aiutarmi Ma guarda quel fiore quello che appassisce, ti dico Annaffialo ✍🏻 Alekos Panagulis 📃 Annaffialo 🕰️ Settembre 1971 Alekos Panagulis, fu uno simbolo della resistenza greca contro il regime dei colonnelli. Attivista politico e partigiano, fondò e fu leader di Resistenza greca. Venne incarcerato e condannato a morte dopo un attentato fallito contro il dittatore Papadopulos nell’agosto del ’68. Dopo la sospensione della condanna a morte trascorse cinque anni in carcere dove subì atroci torture, tornato in libertà in seguito a un’amnistia si occupò di documentare i rapporti fra il governo della nuova Grecia democratica e il passato regime; morì in un incidente d’auto appena due giorni prima della presentazione dei documenti in parlamento. Famoso anche per essere stato il grande amore della celebre scrittrice Oriana Fallaci, la sua storia è magistralmente raccontata nel libro “Un uomo” di quest’ultima, che gli fu compagna negli ultimi anni della sua vita. Negli anni di prigionia scrisse molte poesie che furono pubblicate nelle raccolte “Altri seguiranno” (1972) e “Vi scrivo da un carcere in Grecia” (1974)    

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TI SEI STANCATA DI PORTARE IL MIO PESO

Ti sei stancata di portare il mio peso ti sei stancata delle mie mani dei miei occhi, della mia ombra le mie parole erano incendi le mie parole eran pozzi profondi verrà un giorno un giorno improvvisamente sentirai dentro di te le orme dei miei passi che si allontanano e quel peso sarà il più grave. ✍🏻 Nazim Hikmet 📃 Ti sei stancata di portare il mio peso 📖 Poesie d’amore

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Pensi ancora a lei?

«Pensi ancora a lei?» «Mi capita», rispose Arthur. «Spesso?» «Un po’ la mattina, un po’ a mezzogiorno, un po’ la sera, un po’ la notte.» ✍? Marc Levy ? Se potessi rivederti

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E non cessa mai

«Ti ringrazio per tutti i pensieri che hai avuto per me. Io per te ne ho uno solo e non cessa mai.» ✍🏻 Cesare Pavese 📝 Lettera indirizzata a Tina Pizzardo 🕰️ 17 settembre 1935 Cesare Pavese e Tina Pizzardo si conobbero nel 1934. Ebbe inizio tra loro una storia d’amore e Pavese le dedicò diverse poesie, tra cui “Incontro”. Arrivò a chiederle la mano in sposa, ma Tina rifiutò, offrendogli in cambio solo la sua amicizia. Tina Pizzardo era iscritta al partito nazionale comunista e, per questo motivo, venne arrestata più volte. Dato che i suoi recapiti erano costantemente sotto controllo, Pavese le offrì la possibilità di utilizzare il suo indirizzo, dove avrebbe potuto ricevere le lettere indisturbatamente. Ma la Polizia riuscì a scoprire le lettere antifasciste nella casa dell’autore. Pavese finì quindi per essere considerato colpevole, nonostante le lettere non fossero indirizzate a lui ma a Tina. Venne dunque arrestato e condannato a 3 anni di carcere. Ciò nonostante non diede mai a lei alcuna colpa. Considerava ciò che gli era capitato come il frutto del destino che aveva accettato. Durante i mesi di prigionia attendeva notizie da Tina, qualche lettera, un telegramma, una cartolina, ma non ricevette mai nulla. Tornato a Torino nel 1936 scoprì che Tina stava per sposarsi con un altro uomo. Pavese, non appena lo scoprì, svenne. Vani furono i suoi tentativi di riconquistare l’amata e alla fine desistette. Finì così il rapporto tra lo scrittore e la “donna dalla voce rauca”, come lui era solito definirla.

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Devo vedere come non perderti più

«Devo aspettare, perché ti incontrerò di nuovo, non ho dubbi, devo vedere come non perderti più.» ✍🏻 Walt Whitman 📃 To a Stranger (A uno sconosciuto/a) 📖 Foglie d’erba 📷 Purlow * A uno sconosciuto Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio ti guardo, Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi arriva come un sogno), Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita di gioia, Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre passiamo veloci uno vicino all’altro, Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo o giovanetta, Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio, Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il mio petto, le mie mani, Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in disparte o mi sveglio di notte, tutto solo, Devo aspettare, perché t’incontrerò di nuovo, non ho dubbi, Devo vedere come non perderti più.

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Qui alla frontiera cadono le foglie

Qui alla frontiera cadono le foglie, e, benché i vicini siano tutti barbari e tu, tu sia a mille miglia di distanza, sul tavolo ci sono sempre due tazze. ✍🏻 Anonimo 📷 Daniele Zadra 🕰️ Dinastia Tang (618-906) 📍 Val d’Orcia, Toscana, Italia

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IL PIÙ BELLO DEI MARI

Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto. ✍🏻 Nazim Hikmet 📃 Il più bello dei mari 📖 Poesie d’amore 📷 Mattia Panico 📍 Lungomare di Pescara, Abruzzo, Italia

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La vita normale non mi interessa

«La vita ordinaria non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono in sintonia con i surrealisti, alla ricerca del meraviglioso.» 🖋️  Anaïs Nin 📖  Diario (Vol. 1, 1931-1934)  📷  Francesco Mondini 📍  Skiarea Alpe Cimbra (Folgaria – Lavarone – Luserna – Vigolana) Trentino Alto-Adige, Italia Il passo di cui sopra risale al dicembre 1931. Fu scritto nel periodo in cui la Nin viveva a Louveciennes e stava iniziando la sua intensa relazione intellettuale ed erotica con lo scrittore Henry Miller. In quel periodo, la Nin era profondamente influenzata dal movimento surrealista. La parola “meraviglioso” (le merveilleux) è infatti un termine tecnico del Surrealismo (usato da André Breton) per indicare ciò che irrompe nella realtà quotidiana trasfigurandola. La frase in questione riflette perfettamente il nucleo della filosofia di vita della Nin: il rifiuto della banalità domestica a favore di un’esistenza vissuta come opera d’arte. Nel diario, questa dichiarazione serve a giustificare la sua attrazione per personaggi bohémien e situazioni fuori dagli schemi. Curiosità: Molto spesso le frasi che circolano sul web omettono il riferimento ai surrealisti ( “La vita normale non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono alla ricerca del meraviglioso.” ) per rendere la frase più universale, ma nel testo originale quel legame è fondamentale per capire cosa intendesse per “meraviglioso”.

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La verità è che

«La verità è che, malgrado le difficoltà insormontabili, tutti noi aspettiamo sempre che ci succeda qualcosa di straordinario.» ✍? Khaled Hosseini ? E l’eco rispose

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Non ci esci da quelle storie

«Poi si erano lasciati ma in quel modo che non è un lasciarsi veramente: lui era un po’ matto, lei troppo bella ma si volevano da morire. Non potevano stare insieme, non potevano stare lontani: non ci esci, da quelle storie. Loro non ci erano usciti, veramente.» 🖋️ Alessandro Baricco 📖 Barnum 2

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Bisogna sempre distinguere tra desideri e bisogni

«Bisogna sempre distinguere tra desideri e bisogni. L’ uomo desidera molte cose di cui non ha bisogno e gli mancano molte cose che non desidera. Ciò che credi di possedere in questo mondo, in realtà ti possiede. Ciò che pensi di dominare, in realtà ti domina; sei in questo mondo per donare e servire, non per possedere o comandare». (Charbel Makhluf)

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La foglia

Io sono come quella foglia – guarda – sul nudo ramo, che un prodigio ancora tiene attaccata. Negami dunque. Non ne sia rattristata la bella età che a un’ansia ti colora, e per me a slanci infantili s’attarda. Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce. Morire è nulla; perderti è difficile. ?️ Umberto Saba – “La foglia” ? Il Canzoniere ? Pixabay (open source)

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Ti ho amata e l’amore forse

Ti ho amata e l’amore forse, ancora, Non si è spento del tutto nella mia anima; Ma non voglio che esso ti inquieti ancora; Ché mai, mai vorrei recarti pena. In silenzio ti ho amata, oltre ogni speranza, Oppresso ora dalla timidezza, ora dalla gelosia; Ti ho amata così sinceramente, così teneramente, Che Dio ti conceda di essere amata così da un altro. 🖋️ Aleksandr Puskin 📝 Poesia nr. 58 📖 Poesie 🕰️ 1829

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