«La montagna è […] per me soprattutto un motivo e un mezzo per andare oltre, per dare spazio alla mia curiosità. Ma dalla montagna ho avuto anche altre motivazioni non meno importanti, come il vivere al di fuori di certi schemi sociali, limitanti e spesso deludenti; il muovermi in una natura grandiosa e genuina, che mi è congeniale; il misurarmi soprattutto con me stesso; il trovare una mia identità; in una parola, la realizzazione. In montagna sperimenti e sviluppi doti spartane che ti vengono imposte dalla stessa natura, ma è difficile trasferire l’insegnamento nella pratica del quotidiano. È l’eterno conflitto tra due vite: lì per lì si direbbero affini, e che l’una serva a fortificare l’altra, ma in realtà si trovano su due linee che divergono, spesso ponendosi tra loro in disaccordo. La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi principi nel mondo degli uomini, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perché non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. È davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l’importanza di fortificare l’animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E, una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l’altra. Naturalmente il prezzo da pagare per rimanere fedele a questo “ordine” che ci si è dati è altissimo. Per quanto mi riguarda, il patrimonio spirituale che ne ho ricavato è proporzionale.» 🖋️ Walter Bonatti 📖 Montagne di una vita