SII UN BALSAMO

Sii un balsamo, anche se il tuo tempo si fa veleno, e sii una dolcezza, anche se l’infelicità degli altri si fa amara. Se l’autunno spoglia i rami del tuo giardino, sii tu il fiore che profuma la terra rimasta nuda. Sii come il legno di sandalo, che profuma persino l’ascia che lo abbatte, e come la pioggia, che dona la vita senza chiedere nulla in cambio. Chi premia la nuvola per le gocce che riversa? E chi ringrazia l’usignolo per il suo canto melodioso? Guarda i fiori del campo: chiedono forse una ricompensa per la bellezza e il profumo che regalano al vento? O l’usignolo che canta nella notte profonda, chiede forse una moneta per consolarti dal dolore? Prendi l’amore da loro, perché l’amore è una luce, e chi vive senza amore è solo un’ombra nel buio. Non cercare l’affetto da chi ha il cuore di pietra, perché l’acqua

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È così facile curarsi degli altri per ciò che io penso che siano

«È così facile curarsi degli altri per ciò che io penso che siano, o vorrei che fossero, o sento che dovrebbero essere. Curarsi di una persona per quello che è, lasciando cadere le mie aspettative di ciò che essa dovrebbe essere per me, lasciando cadere il desiderio di modificare questa persona in armonia con le mie esigenze, è la via più difficile, ma anche la più maturante, verso una relazione intima più soddisfacente.» ✍🏻 Carl Rogers 📖 Un modo di essere 🕰️ 1980 Pubblicato negli Stati Uniti nel 1980, il saggio raccoglie gli scritti, i discorsi e le riflessioni degli ultimi anni di vita dello psicologo. La frase si trova nello specifico capitolo dedicato alla natura delle relazioni interpersonali intime, dove Rogers esplora le barriere difensive e i meccanismi di proiezione che impediscono la reale sintonizzazione con l’altro. In questo passo, Rogers esprime perfettamente il concetto di accettazione positiva incondizionata,

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Vivremo in eterno

«Vivremo in eterno in quella parte di noi che abbiamo donato agli altri». ✍🏻 Autore Sconosciuto 📷 Fujio Kamimura 📍 Campo di girasoli nella località di Mashiko, Distretto di Haga, Prefettura di Tochigi, Giappone Curiosità La foto in questione è stata scattata durante il celebre Mashiko Sunflower Festival (Mashiko Himawari Matsuri). Si tratta di una manifestazione annuale che si tiene ogni seconda settimana di agosto nella zona di Kamiyama, dove fioriscono contemporaneamente oltre due milioni di girasoli su una superficie di oltre 10 ettari.

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È proprio della condizione umana

«È proprio della condizione umana e, in particolar modo, della gioventù, cercare l’Assoluto, il senso e la pienezza dell’esistenza. Cari giovani, nulla vi accontenti che stia al di sotto dei più alti ideali! Non lasciatevi scoraggiare da coloro che, delusi dalla vita, sono diventati sordi ai desideri più profondi e autentici del loro cuore. Avete ragione di non rassegnarvi a divertimenti insipidi, a mode passeggere e a progetti riduttivi. Se conservate grandi desideri per il Signore, saprete evitare la mediocrità e il conformismo, così diffusi nella nostra società.» 🗣️ Giovanni Paolo II 📍 XVII Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), Toronto 🕰️ 2002

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L’ ULTIMA VOLTA

Se avessi saputo che era l’ultima volta che te vedevo, me sarei fermato a guardatte negli occhi e, giuro, me ce perdevo. T’avrei detto che senza de te la vita va, Ma me sento me stesso solo a metà. Se avessi saputo che era l’ultima volta che te sentivo, me sarei perso in te pe’ sentimme vivo. Anche ‘na parola, ‘n respiro, me sarebbe bastato pe’ statte vicino. Se avessi saputo che era l’ultima volta che te toccavo, t’avrei stretto più forte, che manco respiravo. Pe’ fermà er tempo, pe’ fermà er dolore, pe’ ricordamme pe’ sempre il tuo odore. Se avessi saputo che era l’ultima volta che te avevo accanto, nun avrei sorriso, t’avrei detto che tanto la vita se spezza, ma nun se cancella, che pure lontano… resti ‘na stella. E mo che lo so, pure se è tardi, me parli nei sogni e rivivo gli sguardi. Resta

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La maggior parte delle persone non sa amare

«La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto… Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere.» ✍🏻 Sándor Márai 📖 La donna giusta 🕰️ 1941

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Quando si smette di amare

«Quando si smette di amare, in genere non si ha la pazienza di aspettare che finisca bene. Si cerca la strada più breve: la rottura, la sofferenza. Invece ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’inizio, bisogna superare gli egoismi, vivere questo momento con la stessa passione, far sentire alla persona lasciata tutto il bene che c’è stato: ci vuole amore per chiudere una storia. […] Aspettare un po’ per non buttare via tutto ma recuperare quanto è possibile, ricreando un altro rapporto, un dopo-amore, fatto di conoscenza e di complicità, qualcosa che può essere molto più forte dell’amicizia.» 🗣️ Massimo Troisi 🎤 Intervista rilasciata da Troisi in occasione del lancio del suo film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” 📷 In foto Massimo Troisi e Francesca Neri durante le riprese del film “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” 🕰️ 1991

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Preoccupati più della tua coscienza

«Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro.» ✍🏻 Anonimo 📷 Peppe Palestini 📍 Campi di girasole in Toscana, Italia La frase sopra menzionata viene attribuita sul web a Charlie Chaplin. Si tratta però di una falsa attribuzione. Non esiste infatti alcuna traccia di questa frase nelle autobiografie, negli scritti o nei film di Chaplin. ll nucleo originale di questo pensiero appartiene, invece, a John Wooden (1910–2010), leggendario allenatore di pallacanestro della UCLA e scrittore statunitense. La sua massima autentica, ripetuta per decenni nei suoi libri e discorsi motivazionali, recita: «Preoccupati più del tuo carattere che della tua reputazione, perché il tuo carattere è ciò che sei veramente, mentre la tua reputazione è semplicemente ciò che gli altri

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C’erano cose che volevo dirgli

«C’erano cose che volevo dirgli. Ma sapevo che gli avrebbero fatto male. Così le seppellii e lasciai che facessero male a me.» ✍🏻 Jonathan Safran Foer 📖 Molto forte, incredibilmente vicino 📷 Andrea Modica

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Quello che è giusto rimane giusto anche se nessuno lo fa

«Quello che è giusto rimane giusto anche se nessuno lo fa. Quello che è sbagliato rimane sbagliato anche se lo fanno tutti.» (Anonimo) La frase di cui sopra viene impropriamente associata a Sant’Agostino ma si tratta di una falsa attribuzione. La citazione sopra menzionata è in realtà una rielaborazione di un pensiero dello scrittore e filosofo britannico G.K. Chesterton che, nel 1907, scrisse sulla rivista The Illustrated London News: «Il giusto è giusto, anche se nessuno lo fa. Lo sbagliato è sbagliato, anche se tutti quanti si sbagliano a riguardo.» L’errore sulla paternità della frase deriva dal fatto che il concetto di fondo della massima in questione esprime un’idea di morale oggettiva che si sposa perfettamente con la teologia agostiniana. Agostino d’Ippona sosteneva infatti che la verità e la giustizia derivano dall’eterna legge di Dio e non dal consenso della folla o dalle mode della società.

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Rientra in te stesso e guarda

«Rientra in te stesso e guarda; se ancora non ti vedi bello di dentro, fa’ come lo scultore di una statua che deve venire bella, il quale a volte toglie e a volte leviga, fin quando sulla statua non affiori un bel volto.» ✍🏻 Plotino 📖 Enneadi (I, 6, 9) Questo è uno dei passi più celebri e suggestivi dell’intera filosofia occidentale. Per il grande filosofo neoplatonico, la bellezza interiore (la virtù) non si ottiene “aggiungendo” qualcosa da fuori, ma togliendo, levando qualcosa. Bisogna infatti togliere le incrostazioni materiali e le passioni del corpo per far emergere la luce della propria anima divina, esattamente come uno scultore libera la figura racchiusa nel blocco di marmo.

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Un viaggio di mille

«Un viaggio di mille li comincia da sotto i piedi.» ✍🏻 Lao Tzu 📖 Daodejing 📷 MarBom La frase proviene dal Daodejing (noto anche come Tao Te Ching), il testo sacro del Taoismo attribuito a Lao Tzu (Laozi), precisamente al Capitolo 64. La versione che circola in occidente: “Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo” è famosissima ma è il frutto di una traduzione forzata rispetto al testo classico cinese. Infatti, mentre la versione occidentale (“con il primo passo”) enfatizza l’azione e l’inizio del movimento, la versione originale di Lao Tzu (“da sotto i piedi”) ha un significato più statico e profondo, tipico della filosofia taoista. Significa che il viaggio più lungo e importante comincia esattamente nel luogo in cui ti trovi adesso, radicato nella tua realtà presente e nella terra sotto i tuoi piedi. Curiosità Il li è un’antica unità di misura cinese. Mille li

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PERDONAMI

Perdonami se non ti sono stata vicino nel tuo momento più buio, perdonami se non ti ho salutato come avrei voluto, perdonami se non ti ho abbracciato e tenuto stretto, perdonami se ti ho lasciato andare. Perdonami, ma il dolore mi ha pietrificato, il dolore mi ha tolto il respiro, il dolore mi ha strappato l’anima, il dolore ha frantumato il mio cuore. Perdonami, anche se so che tu mi hai perdonato, perché solo tu sai quanto io ti abbia amato. ✍🏻 Paola Miglietta 📃 Perdonami 📖 I Fiori nel Cuore 📷 Redy_90 📍 Islanda

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Sentivi che avresti dovuto seguire un’altra strada

«Sentivi che avresti dovuto seguire un’altra strada, una più ambiziosa; sentivi che eri destinato ad altre cose, ma non avevi idea di come raggiungerle e nella tua miseria hai cominciato a odiare tutto ciò che ti circondava.» ✍🏻 Fëdor Dostoevskij 📖 Netočka Nezvanova 📷 “The Approaching Shadow” di Fan Ho (1954) Curiosità Nel 1849 Dostoevskij, mentre stava scrivendo il romanzo di cui sopra, venne arrestato dalla polizia zarista. Tale romanzo rimase pertanto incompiuto. Dopo esser stato arrestato, il celebre scrittore venne condannato a morte ma fu graziato mentre già si trovava sul patibolo. A ciò seguirono 10 anni di deportazione, di lavori forzati e di confino.

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Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi

«Nella vita attuale il mondo appartiene solo agli stupidi, agli insensibili e agli agitati. Il diritto a vivere e trionfare oggi si conquista quasi con gli stessi requisiti con cui si ottiene il ricovero in manicomio: l’incapacità di pensare, l’amoralità e l’iper-eccitazione.» ✍🏻 Fernando Pessoa 📖 Il libro dell’inquietudine 📷 Nik Leksikov 📍 Vienna, Austria

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La gelosia è indice della forza dell’affetto

«La gelosia è indice della forza dell’affetto, ma non della sua purezza. Chi ha perfetto amore è sicuro che la persona amata è virtuosa; chi è geloso dubita della fedeltà della persona amata. La gelosia finisce col guastare l’amore, perché produce contrasti.» ✍🏻 Francesco di Sales 📖 Trattato dell’amor di Dio 🕰️ 1616 Francesco di Sales affronta il tema della gelosia nel Libro Decimo, capitolo XIV. Il testo di cui sopra riflette la visione del santo sull’amore, distinguendo tra l’intensità del sentimento (la forza dell’affetto) e la sua qualità spirituale (la purezza). Per il Santo, la gelosia è un’imperfezione poiché nasce dal dubbio e dalla mancanza di fiducia, elementi che contrastano con il “perfetto amore” che è sicuro invece della virtù dell’altro. Questo pensiero si inserisce nella sua più ampia opera di direzione spirituale, dove promuove un amore basato sulla benevolenza e sulla libertà, piuttosto che sul possesso o sul

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Nel mondo attuale per libertà s’intende

«Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù.» ✍🏻 Fëdor Dostoevskij 📃 La risoluzione russa del problema 📖 Diario di uno scrittore 🕰️ Giugno 1876 In questo passaggio, l’autore critica la concezione occidentale e moderna di libertà, contrapponendo la “licenza” (intesa come soddisfacimento dei desideri materiali e individualismo, in altre parole cioè fare tutto quello che si vuole senza limiti) alla vera libertà (che consiste invece nella padronanza di sé e nel sacrificio per gli altri.) Dostoevskij sostiene che chi insegue ogni desiderio diventa schiavo dei propri bisogni e del consumo. La libertà senza disciplina, infatti, porta al caos e quest’ultimo porta alla dipendenza e quindi alla “schiavitù”.

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Non desidero altro che

«Sono stanco, non so nulla, non desidero altro che posare il viso nel tuo grembo, sentire la tua mano sul mio capo e rimanere così per tutta l’eternità.» ✍🏻 Franz Kafka 📖 Lettere a Milena

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