Frasi sul viaggiare

Mi sdraiai sul prato

«Mi sdraiai sul prato con la faccia al cielo. Il silenzio era magico e io ero esattamente dove volevo essere in quel momento, mille miglia lontano dall’orizzonte asfittico del mio quartiere. Guardando un grosso pesce nuotare placido e solitario nell’acqua, mi sentii vicino a lui, come se ci conoscessimo. Ero un ospite di passaggio, ma in qualche modo intuitivo fortemente che ero anche parte di quella meravigliosa natura.» ✍🏻 Andrea Di Bari 📖 Il fuoco dell’anima 📷 Rifugio Croda da Lago (2.046 mt slm) – Cortina d’Ampezzo – Italia

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Vi sono uomini che

«Vi sono uomini che dopo aver fatto il giro del mondo finiscono per trovare la vera vita nel caffè del proprio villaggio: e non sempre sono dei cattivi viaggiatori.» 🖋️ Aldo Palazzeschi 📖 Lazzi, frizzi, schizzi, girigogoli e ghiribizzi (rubrica su Lacerba)

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Mi pareva di capire finalmente i marinai

«Nel silenzio, appena mossi dall’ondeggiare della nave, mi pareva di capire finalmente i marinai: anche loro erano degli evasi; anche loro scappavano dal mondo di “terra”, dagli impegni sociali, dal peso delle relazioni, per vivere settimane e mesi in quell’universo costante e continuamente mutevole di acqua e di cielo, per godere della semplice sagoma di un’isola nella foschia o di un faro che occhieggia nell’oscurità. Bella gente, i marinai!». 🖋️ Tiziano Terzani 📖 Un indovino mi disse 📷 Guy Offer

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Le terre peregrine ti diano senno

«Lascia il tuo tetto e cerca lidi stranieri o giovane: per te comincia una più grande serie di eventi. E negli avversi eventi, non soccombere al male: ti conoscerà il lontanissimo Istro (Danubio), il gelido Borea (la fredda Tramontana o Vento del Nord) e gli imperturbati regni di Canopo (Egitto), e quelli che vedono Febo sorgere e tramontare. Le terre peregrine a te diano senno.» ?️ Gaio Petronio Arbitro ? Frammenti ? Christel (ChiemSeherin) ? Svizzera

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Mentre siamo in viaggio

Capita spesso di pensare ad una persona che è stata importante, soprattutto mentre siamo in viaggio. Forse perché ogni giorno siamo troppo assorbiti dalla solita routine, dal lavoro o da tutte le altre faccende. Allora ci basta vedere per un attimo fuori dal finestrino di un’automobile, di un aeroplano o di un treno che subito la mente inizia a correre all’indietro, facendoci rivivere tutti i bei momenti vissuti insieme oltre a quelli che ci hanno fatto stare male, che ci han fatto sentire a pezzi. E ci riempiamo di nostalgia, di malinconia. Perché alla fine, per quanto possano pesare i brutti ricordi, quelli belli peseranno sempre un po’ di più. Non ci si può dimenticare di chi ci ha fatto sentire bene, anche se solo per un poco… ?️ Luca Restifo ? Pensieri ? Leo

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Amava i lunghi silenzi e le immense distanze

«Amava i lunghi silenzi e le immense distanze; non c’erano confini segnati, e i porti servivano solo per riposarsi, prima di riprendere il viaggio.» ?️ Hugo Pratt ? Biasi ? Santa Maria di Castellabate, Castellabate, Salerno, Campania, Italia

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Devi cambiare l’animo, non il cielo

“Farò un viaggio per schiarirmi le idee”, “partirò per ritrovare me stesso”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare frasi come queste? Come se per cambiare fosse indispensabile partire, altrimenti il cambiamento non sarebbe reale o veramente possibile… Seneca in merito affermava: «Animum debes mutare, non caelum» «È l’animo che devi cambiare, non il cielo» ?️ Lucio Anneo Seneca ? Lettere a Lucilio (Libro III, Lettera 28, 1) ? Daniele Letizia, Faggeta – Monti Ernici ? Ascesa al Pizzo Deta da Prato di Campoli – Veroli, Frosinone, Lazio, Italia Questa famosa esortazione fu scritta da Seneca al suo amico Lucilio che credeva di potersi liberare dagli affanni viaggiando. “Non col cambiar luogo potrai riuscirvi — dirà più avanti il filosofo — ma col mutarti in un altro uomo” ___________________________________________ Seneca è indubbiamente uno dei miei autori preferiti. Anni fa acquistai un volume che racchiude tutte le opere che ha scritto, sia in prosa che in poesia. Ogni tanto lo vado a riprendere e me lo rileggo con piacere. Tale volume è impreziosito inoltre dall’introduzione e da interventi del prof Giovanni Reale, un vero esperto nel descrivere il filosofo e nel delineare la struttura concettuale che sorregge i suoi scritti. ⬆️ Per chi fosse interessato a leggerlo ⬇️ Seneca – Tutte le opere

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Voglio solo stare da solo con il tuo sorriso

“Io e te dovremmo andarcene per un po’ Voglio solo stare da solo con il tuo sorriso” ? M+M’s ? Blink 182 (Mark Hoppus, Tom Delonge, Scott Raynor) ? Salvatore Cerruto ? Campagna iblea, San Giacomo, Ragusa, Sicilia, Italia Allineamento spettacolare tra la Luna, Venere e Aldebaran, una stella 500 volte più luminosa del nostro sole e distante da noi 66 anni luce. (Data dello scatto: 18/07/2020)

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Che strada devo prendere?

«Mi dici, per piacere, che strada devo prendere?» «Dipende più che altro da dove vuoi andare», disse il Gatto.      Lewis Carroll    Alice nel paese delle meraviglie  

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Navigare era il suo unico pensiero

 “Navigare, navigare, era il suo unico pensiero. Non appena, dopo lunghi tragitti, metteva piede a terra in qualche porto, subito lo pungeva l’impazienza di ripartire.”       Dino Buzzati     Il colombre e altri cinquanta racconti

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Se non dovessi tornare

«Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare è stato tutto un restare qua, dove non fui mai».     Giorgio Caproni  –  Biglietto lasciato prima di non andar via Se vi piacciono le poesie di Giorgio Caproni è disponibile un volume che ne raccoglie l’intera produzione letteraria al seguente link Tutte le poesie

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On the road

“Nulla dietro di me, tutto davanti a me, com’è sempre sulla strada.”     Jack Kerouac    Sulla strada

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Non c’è nulla da conquistare, c’è solo da lasciarsi conquistare

«C’è una parola che non mi è mai piaciuta. Una parola tedesca, marziale, che i tedeschi usano quando arrivano in vetta. È una parola che usarono anche in seguito, durante il Terzo Reicht. Berg heil, che significa più o meno “conquistato”, “preso”. Io mi sono sempre rifiutato di usarla, e fino ad un certo punto semplicemente non dicevo nulla. Questo finché non ho incontrato il popolo tibetano. In Tibet si usa un’espressione, soprattutto quando qualcuno lascia un campo per andare in altitudine. Si dice Kalipé.  Il significato è “sempre con il passo lento”. Perché in montagna bisogna regredire, non c’è spazio per la fretta. Bisogna tornare alla stasi e poi muoversi.  In qualche modo è l’esatto opposto di Berg heil. In montagna non c’è nulla da conquistare, c’è solo da lasciarsi conquistare».   (Reinhold Messner)

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Nel perdersi ciascuno possa ritrovare se stesso

CIRCE: «Dunque, Odisseo, irrevocabile è la tua decisione di lasciarmi? Eppure, ti ho accolto quando eri sperduto per il mare e perseguitato da Poseidone, mettendoti al sicuro dalla sua ira, di cui le acque tempestose sono state inesorabile strumento. Non ricordi, non vuoi ricordare il lungo periodo di pace che hai trascorso in quest’isola incantata dopo tante sventure? Ti ho offerto ogni agio e, insieme, tutto il mio amore; con me hai provato voluttà che nessuna donna mortale è mai stata o sarà mai in grado di darti. Qui può arrestarsi il tuo ritorno senza fine, qui potrai godere un’adeguata ricompensa alle tue eroiche imprese. Perché, dunque, vuoi andartene?» ODISSEO: «Tutto quello che dici è vero, o Circe: nessun altro luogo, nessun’altra amante avrebbe potuto offrirmi tanto. […]» CIRCE: « […] Sei certo che, tornando, troverai tutto come prima? Troppi anni sono passati; […] Come puoi, per un ricordo di tempi felici, puntare tutto il tuo futuro su uno scenario così incerto? Senza contare che gli anni avranno fatto sfiorire la bellezza di Penelope: come potresti preferirla a me, eternamente giovane e che con la mia magia offro anche a te un’eterna giovinezza; a me, maestra nell’incanto dei sensi?» ODISSEO: «E’ proprio questo tuo vivere in un mondo di incantesimi, Circe, che non ti fa comprendere la forza dei sentimenti umani, di un amore che, se è vero, è per sempre e non è legato solamente al fiore degli anni e della bellezza. Senza contare che ognuno deve seguire il suo destino, scritto nel cielo per volere degli dèi. Il mio contempla questo travagliato ritorno che sembra senza fine: non so se Itaca sarà il mio approdo definitivo o se il demone che è in me mi spingerà, in seguito, verso altri lidi; ma so che devo tornare. Di ciò che avevo lasciato e a cui volevo con tanta determinazione tornare, non ricordavo nulla a causa dei tuoi incantesimi. Qualcosa di inconscio, però, mi spingeva ogni giorno sulle amene rive di quest’isola, a contemplare il mare sul quale sentivo che doveva compiersi il mio destino, e sul correre delle sue onde verso la spiaggia, cominciarono ad affluire in me i ricordi. Vidi finalmente di nuovo ciò che mi attendeva al di là di quella distesa d’acque, ripresi coscienza di me e decisi: devo tornare, devo rompere questi pur dolci legami, e correre incontro al mio destino di mortale, per duro che possa essere.» CIRCE: «Folle, se mi abbandoni, non potrò fare più nulla per te, ma rimarrai sottoposto nuovamente alle ire del dio, alle quali non potrò più sottrarti. E cosa ti garantisce che esse non provochino la tua fine, prima che tu possa raggiungere l’incerta meta alla quale tanto testardamente tendi? Le tempestose acque del mare saranno la tua tomba e tutto sarà perduto: non avrai più né la tua patria e la tua sposa, né me.» ODISSEO: «(dopo una pausa di riflessione) So che il dio non mi darà tregua, e pur essendo fiducioso di poter superare, come

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