Frasi sull’amarezza

QUESTO VIAGGIO CHIAMAVAMO AMORE

«Questo viaggio chiamavamo amore Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose Che brillavano un momento al sole del mattino Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi Le rose che non erano le nostre rose Le mie rose le sue rose» ✍🏻 Dino Campana 📖 Canti Orfici 🕰️ 1914 I versi di cui sopra furono dedicati all’amata Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio e sono contenuti nell’opera più importante e rappresentativa di Dino Campana: I “Canti Orfici”, una raccolta di poesie e prose liriche pubblicata nel 1914. Si tratta di un prosimetro, cioè di un’opera letteraria caratterizzata dall’alternanza di versi e prosa. La genesi dell’opera è legata ad una vicenda davvero incredibile. Nel 1913 Campana consegnò il manoscritto della sua opera, che originariamente si intitolava “Il più lungo giorno”, agli editori Papini e Soffici sperando in una loro pubblicazione. I due però, non solo non pubblicarono l’opera ma persero addirittura il manoscritto originale. Allora Campana si mise a ricostruire e a riscrivere l’intero libro a memoria. Non possedeva copie dato che aveva consegnato agli editori il manoscritto originale nonché l’unica copia. Nel 1914 lo pubblicò a proprie spese. Negli anni ’70 il manoscritto originale perduto venne ritrovato tra le carte personali di Ardengo Soffici. Tale fatto permise agli studiosi di confrontare la versione perduta con quella riscritta a posteriori dallo scrittore, constatando la straordinaria memoria di Campana.

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Ho visto tanta cattiveria fra gli uomini

«Ho visto tanta cattiveria fra gli uomini che non so perché Dio non ha ancora spento il sole e non se n’è andato.» ✍🏻 Cormac McCarthy 📖 Il buio fuori (titolo originale Outer Dark) 🕰️ 1968 📷 Miss Ann 📍 Hellnar Church, Islanda

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Ti ho sognato mentre mi dimenticavi

Ti ho sognato mentre spegnevi il mio nome tra le labbra di un’altra voce. Eppure sorridevi, e io non ti odiavo. Solo restavo lì, nella parte del sogno che nessuno ricorda. ✍🏻 Altrove (Anonimo) 📃 Ti ho sognato mentre mi dimenticavi 📍 Seul, Corea del Sud La poesia “Ti ho sognato mentre mi dimenticavi” si impone sin dal primo verso come una confessione contenuta ma allo stesso tempo lacerante dell’oblio altrui vissuto in silenzio. L’autore – che si firma simbolicamente “Altrove” – si fa portavoce di milioni di amori spezzati senza clamore, nella vita quotidiana degli affetti interrotti. Il soggetto non evoca un amore perduto, ma si introduce nel sogno dell’altro come testimone della propria cancellazione. Non c’è rancore, solo consapevolezza. Versi brevi, che rinunciano all’enfasi per dire solo ciò che è necessario, che esplorano l’amore non nella sua fioritura, ma nel suo svanire, senza disperazione, ma con una forma di accettazione dolente, che si trasforma in forza narrativa. Il soggetto non è schiacciato dal dolore, ma lo custodisce con sobrietà e dignità. L’autore si fa chiamare “Altrove”. Non ha mai pubblicato, non compare sui social. Si dice che lasci brevi poesie dentro i libri delle biblioteche pubbliche, firmandole solo con una sigla, o con una data. Non scrive per essere letto, ma per restare invisibile e necessario. Forse ha amato qualcuno che non lo ha riconosciuto, o forse è lui stesso il frutto di un amore dimenticato. “Altrove” crede che la poesia serva non a guarire, ma a ricordare con delicatezza ciò che fa ancora male. In un mondo in cui tutto chiede di essere visibile, spiegato, condiviso, “Altrove” sceglie di percorrere la strada opposta del nascondimento e dell’anonimato. Fonte: Alessandria Today

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Scopro con malinconia

«Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande, visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire. Signorinella, dare questo potere è dolce. Vederlo usare è malinconico. Le favole sono fatte così. Una mattina ti svegli e dici: “Era solo una favola”. Sorridi di te. Ma nel profondo non sorridi affatto. Sai bene che le favole sono l’unica verità della vita.» ✍🏻 Antoine de Saint-Exupèry 📖 Lettere a una sconosciuta

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Per lo studio del pianoforte

«Per lo studio del pianoforte, per arrivare al diploma bisogna dedicare dieci anni con grande autodisciplina, indipendentemente dalla qualità che si raggiunge alla fine del diploma. Per la ricerca dello spirito, non vogliamo assolutamente far fatica.» (Franco Battiato)

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Non ci fidiamo più

«Non ci fidiamo più l’uno dell’altro. Vediamo agguati dappertutto. Il sospetto è diventato organico nei rapporti con il prossimo. Il terrore di essere ingannati ha preso il sopravvento sugli istinti di solidarietà che pure ci portiamo dentro. E il cuore se ne va a pezzi, dietro i cancelli dei nostri recinti.» ✍🏻 Don Tonino Bello 📷 Helena Georgiou

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Era ancora troppo giovane

«Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli belli, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato.» ✍🏻 Gabriel García Márquez 📖 L’ amore ai tempi del colera

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Forse ti voglio bene

«Forse ti voglio bene. Forse ti voglio molto bene. Ma proprio per questo sarà forse meglio che rimaniamo così come siamo. Forse un uomo e una donna sono più vicini l’uno all’altro quando non vivono insieme e sanno soltanto di esistere, quando sono riconoscenti l’uno all’altro solo perché esistono e perché l’uno sa che l’altro esiste. E alla loro felicità questo basta. Ti ringrazio, Elisabet cara, ti ringrazio di esistere». ✍🏻 Milan Kundera 📖 Amori ridicoli 🖼️ Shout per il calendario Burgo 🕰️ 2016

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Dimenticherò ogni cosa

«Mi vendicherò nel modo più crudele che tu immagini. Dimenticherò ogni cosa»    John Steinbeck   L’ inverno del nostro scontento Ambientato a Long Island, “L’inverno del nostro scontento” è l’ultimo romanzo di Steinbeck e fu pubblicato l’anno prima del conseguimento del premio Nobel (1962). Il protagonista è Ethan Hawley, discendente da un’antica famiglia di balenieri caduta in disgrazia, ridottosi a fare il commesso nel negozio di cui un tempo era proprietario. Uomo onesto e responsabile, Hawley si sente in colpa verso la famiglia a causa delle condizioni economiche in cui versa. Per riscattare la propria condizione ed entrare a far parte di quella classe media a cui sente di appartenere per diritto, progetta una rapina perfetta e si rende protagonista di una serie di loschi traffici che gli restituiscono l’agognata ricchezza; ma, mentre pian piano riacquista il proprio benessere, perde anche se stesso, tanto da venir colto da una violenta crisi esistenziale, che lo porta sull’orlo del suicidio. Vale davvero la pena di mettere in gioco il proprio senso morale in nome della ricchezza materiale?

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ANNAFFIALO

Non piangere per me sappi che muoio non puoi aiutarmi Ma guarda quel fiore quello che appassisce, ti dico Annaffialo ✍🏻 Alekos Panagulis 📃 Annaffialo 🕰️ Settembre 1971 Alekos Panagulis, fu uno simbolo della resistenza greca contro il regime dei colonnelli. Attivista politico e partigiano, fondò e fu leader di Resistenza greca. Venne incarcerato e condannato a morte dopo un attentato fallito contro il dittatore Papadopulos nell’agosto del ’68. Dopo la sospensione della condanna a morte trascorse cinque anni in carcere dove subì atroci torture, tornato in libertà in seguito a un’amnistia si occupò di documentare i rapporti fra il governo della nuova Grecia democratica e il passato regime; morì in un incidente d’auto appena due giorni prima della presentazione dei documenti in parlamento. Famoso anche per essere stato il grande amore della celebre scrittrice Oriana Fallaci, la sua storia è magistralmente raccontata nel libro “Un uomo” di quest’ultima, che gli fu compagna negli ultimi anni della sua vita. Negli anni di prigionia scrisse molte poesie che furono pubblicate nelle raccolte “Altri seguiranno” (1972) e “Vi scrivo da un carcere in Grecia” (1974)    

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Pensa alla storia dell’umanità

«Pensa alla storia dell’umanità e al progresso che ha fatto l’uomo in termini materiali. Ha allungato la sua vita, va sulla luna, ma davvero non ha fatto alcun progresso dal punto di vista spirituale. Proprio nessuno, nessuno, nessuno. È un’illusione che l’uomo sia progredito.» ✍🏻 Tiziano Terzani 📖 La fine è il mio inizio

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In ogni società

«In ogni società c’è un gruppo che domina. Poteva essere la cavalleria nel Medioevo, supponiamo, o la borghesia dopo la Rivoluzione Francese. Questo gruppo domina e dirige, dominare vuol dire avere la forza, dice Gramsci, dirigere è qualcosa di più. Dirigere vuol dire che in realtà gli altri gruppi sociali son d’accordo che sia quel gruppo lì a comandare, in sostanza, o non si pongono neanche il problema e vedono il mondo così come lo vedono i membri della classe dirigente. […] Qui potremmo introdurre un altro concetto gramsciano, fondamentale, che è il concetto di egemonia. Oggi, si vede benissimo, c’è un gruppo sociale che è la grande finanza, i grandi imprenditori che è al potere, ma non perché mette i carri armati per le strade, quello avrebbe detto Gramsci sarebbe il dominio con la forza, che non basta. Un gruppo sociale è forte e comanda quando fa pensare anche gli altri come lui, diciamo così. Oggi tutti pensiamo a quello: l’imprenditore è la figura più ammirata, il profitto è fondamentale.» 🗣️ Alessandro Barbero 📺 Quante storie

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Al posto degli uomini

«Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l’assillo dei riequilibri contabili.» ✍🏻 Federico Caffè 📃 Umanesimo del welfare (Umanesimo e Welfare) 📰 MicroMega , n.1, pp. 116-127 🕰️ 1986 In questo articolo Caffè critica le politiche economiche volte a dare un’ eccessiva enfasi ai numeri e alla contabilità, sostenendo invece che l’economia dovrebbe mettere al centro le persone e la loro dignità, occupandosi di valorizzare il loro benessere e di alleviare le loro sofferenze.

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Erano le otto di sera

«Erano le otto di sera a Roma. Vagavo lungo via Labicana alla ricerca di niente. C’erano quaranta gradi all’ombra e l’umidità si era posizionata sulla grave cifra del 94 per cento, ma non era il caldo il mio problema. Perché a settantasette anni compiuti appena due ore prima, il problema era che avevo scoperto, per tratti precisi e inequivocabili, il significato della parola avvilimento. Ero solo, ma la solitudine non è mai stata il mio problema. Ero vecchio, ma la vecchiaia non è mai stata il mio problema. Ero solo lacerato dall’assenza. Lo devo dire. L’ assenza dell’amore. Come un sedicenne. Ma senza l’autocompiaciuta, vittimistica potenza tipica del sedicenne in deficit d’amore. Quella risorsa lì, memorabile, vorace, potentissima, non appartiene agli uomini adulti. Negli ultimi, l’assenza d’amore perde i suoi connotati onirici e romantici e si fa concreta, realistica, oggettiva. Dunque, insopportabile. Il romanticismo alligna ancora da qualche parte, ma tende a farsi ricordo, e la consapevolezza della propria pochezza t’impedisce di sperare di ritrovare il romanticismo nel domani. Non è l’età avanzata che limita il sogno, ma la propria pochezza…» ?️ Paolo Sorrentino ? Tony Pagoda e i suoi amici

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Ti ho amata e l’amore forse

Ti ho amata e l’amore forse, ancora, Non si è spento del tutto nella mia anima; Ma non voglio che esso ti inquieti ancora; Ché mai, mai vorrei recarti pena. In silenzio ti ho amata, oltre ogni speranza, Oppresso ora dalla timidezza, ora dalla gelosia; Ti ho amata così sinceramente, così teneramente, Che Dio ti conceda di essere amata così da un altro. 🖋️ Aleksandr Puskin 📝 Poesia nr. 58 📖 Poesie 🕰️ 1829

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Gli addii non si ripetono

«Pensò: ora vado a salutarla di nuovo. Poi subito si corresse: no, gli addii non si ripetono, la prima volta sono romantici, la seconda noiosi, la terza ridicoli o tragici». 🖋️ Stefano Benni 📖 Di tutte le ricchezze

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Perché costava meno

«Vissero infelici perché costava meno.» ?️ Leo Longanesi ? Parliamo dell’elefante  “Parliamo dell’elefante” è un diario d’autore, brillante davvero negli aforismi e nelle massime.

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Non esiste la mancanza di tempo

«Non esiste la mancanza di tempo, esiste la mancanza di interesse. Perché quando le persone vogliono davvero, la pioggia non intralcia, il tramonto diventa alba, martedì diventa sabato e un momento diventa un’opportunità.» 🖋️ Anonimo (Rivisitazione di una frase di G. Adrian) 📷 Piotr Michalec 📍 Ponidzie, Polonia

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Quel passato sarebbe diventato parte di lui

«Ma lui capì che era finita, e si sentiva in grado di lasciarla andare. Era sicuro che la loro vita insieme fosse andata nel modo in cui diceva. Ma era qualcosa che era passato. E quel passato, anche se sembrava impossibile e benché ci avesse combattuto contro, sarebbe diventato parte di lui adesso, come qualsiasi altra cosa che si era lasciato alle spalle.» ?️ Raymond Carver ? Cattedrale “Cattedrale” è una raccolta di dodici racconti dello scrittore americano Raymond Carver. Ognuno dei racconti contenuti nella presente raccolta ha una trama differente. Le storie non sono collegate tra di loro ma presentano tutte il medesimo filo conduttore: il rapporto tra gli esseri umani

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Un’eguale sete di vita perennemente ci affanna

«Ma, finché è lontano, ciò che desideriamo ci sembra superare ogni altra cosa: poi, quando quello ci è dato, aneliamo ad altro ancora, e un’eguale sete di vita perennemente ci affanna».       Tito Lucrezio Caro     De Rerum Natura (III, vv. 1082-84)

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Bisognerebbe aiutare di più

«È sommo dovere di aiutare di più tutti quelli che han maggiormente bisogno di aiuto. Invece, dalla maggior parte degli uomini, si fa proprio il contrario, perché quanto più si spera di ottenere da uno, tanto più gli si fanno favori, anche se non ne ha affatto bisogno.»   Marco Tullio Cicerone   De Officiis (I Doveri) – Libro I, XV  

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Gli addii intossicano

«Gli addii intossicano ma intossicano di più le presenze assenti. E delle persone spesso ci manca ciò che credevamo fossero e non sono mai state, piuttosto che la loro più concreta assenza.» 🖋️ Massimo Bisotti 📖 Il quadro mai dipinto 📷 Annie Ling – “81 Bowery, New York (2011) 📍 Manhattan, New York, USA

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